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lunedì 9 dicembre 2013

Google sull’Italia (non) digitale.

Due numeri hanno contribuito ad alimentare la speranza di uscire dalla crisi durante il BTO 2013 di qualche giorno fa: +1% sul PIL e +250.000 posti di lavoro sarebbero la conseguenza, in termini economici, del recupero del divario rispetto alla media europea della digitalizzazione dei contenuti in Italia, per il settore del turismo. Questo afferma Google sulla base di uno studio commissionato ad OxfordEconomics, una società di consulenza internazionale che fornisce previsioni economiche per istituzioni e aziende in espansione all’estero.
La ricerca, divisa in sette punti, assume come ambiente di riferimento il turismo in Europa e il rapporto con i contenuti in rete per poi focalizzarsi su tre paesi, Grecia, Italia e Spagna, simili per essere tra le destinazioni europee più visitate e per essere un po’ più indietro degli altri nella digitalizzazione. Insieme al Portogallo sono anche uniti nell’acronimo dispregiativo (PIGS) con cui si accomunano gli stati con situazioni finanziarie in difficoltà.

Lo scenario descritto nell’analisi è quello di un continente dove la penetrazione di internet raggiunge almeno il 60% dei nuclei familiari per ogni paese e dove normalmente i paesi con oltre l’80% della popolazione online sono i più ricchi e l’e-commerce conquista fette più ampie di mercato.
Nel settore turistico, i contenuti digitali hanno superato per importanza le fonti di informazioni di viaggio più tradizionali (cataloghi, guide, tv, giornali ecc.) e il 40% degli europei usano internet a fini di ricerca turistica, mentre meno del 25% effettua poi la prenotazione online. Vista la situazione per singoli paesi, tali percentuali possono sull’uso del web essere più o meno distanti tra loro, in base al grado di maturazione del mercato online. 



Tra l’altro proprio il gruppo di paesi, dove l’uso turistico di internet, sia per le ricerche che per le prenotazioni, è più alto, rappresenta la fonte più importante di domanda turistica internazionale per Grecia, Italia e Spagna.
Le prime due però segnalano, dal lato dell’offerta, quote in termini di fatturato e di strutture che vendono online più basse rispetto ai partner europei.



Sembra quasi che esista una proporzionalità inversa tra l’attrazione turistica e di uno stato e la digitalizzazione dei propri contenuti turistici e delle proprie aziende. Di sicuro c’è una arretratezza in termini infrastrutturali, ma ci sono anche degli ostacoli culturali da superare. La ricerca, infatti, fa riferimento ad un sondaggio sulla fiducia che gli acquirenti hanno sul mercato online e sono proprio gli stati meno digitalizzati dove si registra una fiducia abbastanza bassa (con l’eccezione di Germania e Francia). Tra l’altro una bassa fiducia che si riscontra pure nell’uso delle carte di credito (escludendo stavolta Germania e Francia).



Spostando l’attenzione sugli aspetti economici della questione, la ricerca individua il valore corrente dei contenuti online dei paesi di destinazione, per poi valutarne i possibili sviluppi. L’elaborazione inizia con la valutazione dell’importanza dei contenuti online nei principali mercati di origine (quelli che poi fanno maggior uso di internet), mappando la domanda sulle tre destinazioni considerate. Si valuta quindi che ad ogni aumento percentuale del 10% delle ricerche online sui viaggi, l’incremento della spesa media per viaggio oscillerà tra l’1 e il 2%.
I contenuti online permettono di conoscere maggiormente le destinazioni e i servizi offerti, con un impatto economico che deriva da tre motivi principali: Prima di tutto, incrementando il numero di visitatori, anche se, man mano che si presentano online più destinazioni, la gara per accaparrarsi un numero finito di turisti si fa più intensa. In secondo luogo, la maggiore conoscenza delle attrazioni può spingere i turisti a cimentarsi in più attività durante un viaggio, facendo lievitare la spesa media giornaliera. I visitatori possono anche voler arricchire la loro esperienza e spingersi a visitare destinazioni più costose. Infine, i turisti possono essere indotti a prolungare il soggiorno nelle destinazioni per intraprendere altre attività o visitare attrazioni che hanno ricercato online.

Cosa suggerisce, quindi, la ricerca:

  • gli operatori devono sviluppare la propria presenza online in più lingue come primario canale di promozione e vendita, e su più piattaforme;
  •  sviluppare i contenuti online del turismo culturale: tra l’altro, una sezione (la 4) della ricerca è dedicata al turismo culturale, alle sue motivazioni e alle ricerche sul web per questa particolare e importante area, con riferimento anche all’opportunità data dal programma della designazione della capitale europea della cultura;
  • gli enti pubblici possono collaborare con il settore privato per migliorare il contenuto turistico culturale online: anche soltanto l’incremento dei contenuti culturali online farebbe crescere dello 0,3% il Pil in Italia con 75.000 nuovi posti di lavoro;
  •  utilizzo dei social media e stimolo ai clienti a fornire commenti e suggerimenti, ed anche sui social la ricerca offre qualche numero interessante: il 52% degli utenti su Facebook ha dichiarato che vedere foto delle vacanze di amici li ha invogliati a prenotare un viaggio per la stessa destinazione e il 34% dei viaggiatori europei afferma di essere influenzato nelle decisioni di viaggio dall’opinione di persone conosciute ‘solo’ in rete.


Difficile dire se queste previsioni possono indovinarci in termini di aumento dei posti di lavoro, ma di sicuro il canale web, nelle varie piattaforme possibili, non è più un fenomeno nuovo, è un mercato aperto e globale che facilita in modo impressionante il contatto tra domanda e offerta. E diventa lapalissiano che laddove non si è sviluppato completamente, può contribuire allo sviluppo del mercato con conseguenze economiche positive. All’Italia e agli italiani serve uno scatto culturale in avanti (e di apertura mentale) per potercisi buttare.



La ricerca completa la potete trovare qui.
E quello che ha intenzione di fare Google Italia a riguardo nel post precedente (Made In Italy).



Commentate pure, meglio però se non siete d’accordo

sabato 23 novembre 2013

BTO 2013: dal food alla disintermediazione

Puntuali come fossero una ricorrenza liturgica arrivano i due giorni di BTO (3 e 4 dicembre prossimi). Un momento questo che prevede quasi un percorso ritualistico: una programmazione delle cose da fare e vedere, i due giorni in Fortezza da Basso a Firenze e il ritorno con la mente che cerca di sintetizzare i messaggi e le idee ascoltate e recepite.

Ho sempre considerato la BTO come un appuntamento di aggiornamento professionale, perché, girando tra i vari dibattiti, key notes, focus e interviste, si riesce a fare un punto sull’evoluzione del mercato turistico online e si cerca di disegnarne le peculiarità nel prossimo futuro.
Dalla brand reputation all’intermediazione, dallo storytelling ai social media, dal marketing territoriale al mobile, dall’editoria al revenue, tanti sono gli temi del tourism online affrontati e approfonditi in diversi appuntamenti contemporanei. E’ necessario quindi fare una cernita e individuare un proprio tour.

E così ho fatto, prescindendo, tra l’altro, dai grandi nomi che anche quest’anno saranno presenti (ma tanto li posso rivedere…in differita): utilizzo quindi due binari, il food e la disintermediazione.

Già nell’edizione dello scorso anno partecipai ad un focus dedicato alla ristorazione e sottolineai nel post del dopo-BTO quanto sarebbe stato utile affrontare questa materia proiettata in rete, troppo spesso “a insaputa” degli operatori. L’enogastronomia è uno dei motori del turismo italiano, che ci invidiano in tutto il mondo ed è parte integrante dell’offerta ricettiva, sia che venga proposta all’interno dell’hotel sia che venga proposta dal territorio. Ma soprattutto è anche oggetto delle conversazioni online e quindi va monitorata, al pari delle tariffe dei nostri concorrenti.
Sembra questa necessità sia stata considerata e ci sono alcuni appuntamenti dedicati al food in programma (sperando che li seguano anche i responsabili del catering della FortezzaJ ).

L’altro argomento che mi farà da filo rosso è quello della disintermediazione, con tutto l’amore-odio che ogni operatore sente nei confronti dei grandi intermediari. Per piccole realtà come le nostre combattere contro questi giganteschi “mangia-commissioni” è una battaglia persa al solo pensiero, ma dobbiamo acquisire capacità e astuzia per sfruttarli nel promuovere la nostra attività e nello stesso tempo superarli nell’intercettazione della domanda.
E’ un groviglio, come l’amico RobiVeltroni spesso disegna, ma non per questo non possiamo trovare qualche filo per sbrogliare un pezzetto di matassa.
da "la crisi irris[OLTA], di Robi Veltroni, TINC day del 7.11.2013

A questi binari prescelti non manca qualche “distrazione” (a parte un paio di dubbi lasciati ad una last decision), anche perché il claim .IT is YOU, oltre ad essere geniale, unisce, secondo le parole degli organizzatori, “la capacità – unica – di noi italiani di fare turismo”, la singola persona che si “impegna con passione nel fare nel modo migliore il lavoro creando valore e contribuendo al mantenere competitiva la Destinazione Italia” e un “messaggio di ottimismo”. E quindi qualche spunto in questo senso non può mancare.


 Ecco quindi il mio percorso alla mia quinta edizione (ne ho saltata una, la prima) di BTO:

3 dicembre
9:15-10:00 – Opening Session – #Hall Visioni
10:10-11:00 – Reput’azione food - #4 Focus Hall
11:10-12:00 –Richard Wiegmann, i trend dell’Hospitality Distribution secondo il CEO di Trust International - #Hall Visioni
12:10-13:00 – Gianluca Diegoli: esperienza, influenza e il turista come media nel 2018 - #1 Focus Hall
oppure Qnt hospitality: il web non è gratis, disintermediare investendo sulla propria immagine online - #5 Focus Hall
14:10–15:00 – Nozio: best practice sulla vendita diretta di una struttura ricettiva - #5 Focus Hall
15:10–16:00 - Futurebrand: italia, destinazione premium – #Hall Visioni
16:10–17:00 – E-commerce&Travel - #1 Focus Hall 
oppure Revenue management: riprenditi le chiavi del tuo hotel intercettando i clienti con le tariffe. giuste - #4 Focus Hall
17:10–18:00 - Barbara Sgarzi & Paola Sucato: promuovere l’enogastronomia sui social media, lo strumento non è la strategia -  #2 Focus Hall

4 dicembre
9:10–10:00 - Iperintermediazione - #2 Focus Hall
10:10-11:00 - Gigi Tagliapietra: io ci suono – #Hall Visioni
11:10-12:00 – Trivago e le campagne nei meta motori - #2 Focus Hall
oppure Mafe De Baggis & Gallizio: Roi Storytravelling #3 Focus Hall
12:10-13:00 - Reput’azione e le destinazioni turistiche: case study “do you speak touriste” - #1 Focus Hall
14:10-15:00 - Google e il made in Italy – #Hall Visioni
15:10-16:00 Benjamin Jost , il Circle of Trust - #Hall Visioni
16:10-17:00 It’s Future, .IT is YOU, l’Italia del futuro - #2 Focus Hall
     
  


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giovedì 24 ottobre 2013

Smart Cities, una visione 3.0 per il futuro delle città

“Smart Cities, gestire la complessità urbana nell’era di internet” di Michele Vianello (Maggioli
Editore) è un libro che potrebbe sembrare dedicato a professionisti di urbanistica e tecnologia o a pubblici amministratori. In realtà, per l’argomento che tratta e per l’impostazione data dall’autore, ha un orizzonte più ampio di quello che il titolo vorrebbe offrire. Il tema infatti non è tanto la città, come fisicamente la immaginiamo o la vediamo, quanto la possibilità di viverla e di plasmarla secondo le innovative possibilità che offre internet, la condivisione del social networking, il cloud computing, il crowdsourcing e tutto quanto è messo a disposizione dalla tecnologia ICT (Information and Communication Technology). E, come ripetutamente ci ricorda Vianello, la città intelligente non è un insieme di hardware e software, bensì “il luogo dove le persone, usando consapevolmente il web, beneficiano di conoscenza diffusa, la vivono e la implementano costantemente attraverso le loro attività”; è un processo, in continua evoluzione, perché in continua evoluzione sono quei fattori abilitanti che facilitano la condivisione dei dati e delle informazioni (tra city users e Governance della città, ma in maniera bidirezionale), creando conoscenza e facilitando lo sviluppo e il miglioramento della qualità della vita.
Un esempio banale, ma utile a capire il concetto, è quello del traffico (pag. 44): “i commenti che ognuno di noi posta su Twitter ogni mattina taggati #traffico possono costituire una fonte infinita di conoscenza generata “sul campo”, a disposizione di una Governance cittadina che deve concordare decisioni in materia di viabilità pubblica.”

Ma è quasi riduttivo confinare questa visione in una city, è l’immagine del futuro di qualsiasi comunità.

Naturalmente, alla base di tutto c’è il web, come strada dove viaggiano i dati, e gli oggetti, che dialogano grazie ad esso (internet of things). Ma non solo. La comunicazione e la condivisione è tra oggetti, persone, processi: sono le persone intelligenti che fanno gli oggetti smart. Siamo certi che anche l’autore supererebbe la definizione di Internet of Things per approdare a quella di Internet of Everything.

The Internet of Everything is the intelligent connection
of people, process, data and things.



Tutta la prima parte del libro è dedicata a descrivere la vision della smart city, fino ad una sintesi di principi per definire compiutamente e schematicamente la città intelligente e la rivoluzione che si porta dietro.

59. La città intelligente, la fine di tutte le vostre certezze. L’inizio di una società migliore

Se ci fermiamo a riflettere, l’uso di smartphones e delle apps, piuttosto che dei social network oppure di Skype, ha cambiato e migliorato la vita quotidiana e, in particolar modo, professionale di molti di noi, ma l’appello che lanciano i capitoli del libro, alle Pubbliche Amministrazioni in particolare, è di esserne consapevoli e permettere di aumentarne le potenzialità. Ed uno dei tanti ostacoli da superare è quello della privacy per aprire i dati e le informazioni che sia i privati che il pubblico producono di continuo. Il flusso dei dati va aperto perché “la città così impara e insegna”, ma serve una nuova consapevolezza sul valore da dare alla privacy. Secondo l’autore, è la Governance della città intelligente (intesa non solo come istituzioni democratiche ma allargata agli stakeholder della city) ad acquisire tale consapevolezza, promuovendo, per finalità pubbliche, pratiche di condivisione di apertura dei dati.

La seconda parte del libro decreta la fine della pianificazione strategica delle città: se nel ‘900 si pianificava lo sviluppo di una città destinando aree alle varie attività umane (sociali ed economiche), finendo col consumare territorio in periferia, la tecnologia ICT consente di superare le necessità dello spazio fisico e temporale dei lavoratori per le loro attività, evitando così di progettare ulteriori espansioni urbane.
Si devono muovere i dati, non l’uomo, consentendo al lavoratore di non spostarsi da casa, di lavorare per obiettivi (e non per orario) e alla città di respirare, diminuendo le congestioni di traffico per gli spostamenti delle persone verso i luoghi di lavoro. Il lavoro si decontestualizza.

In molti punti, l’autore sottolinea le conseguenze positive sull’ambiente (per il traffico, per il risparmio energetico) di questa rivoluzione; così come non dimentica la necessità di superare il digital divide tra generazioni e tra comunità o classi di persone.

Nella parte finale vengono poi descritti alcuni progetti di innovazione intelligente della città: dalla scuola sostenibile ai trasporti intelligenti, dalla Smart Health alla dashboard per la Governance. Infine si cerca anche di dare dei consigli di ordine organizzativo ad un potenziale sindaco che volesse aggiungere nel proprio programma elettorale l’obiettivo di rendere smart la propria città (del resto l’autore è stato Vicesindaco di Venezia).
E’ chiaro che sono necessari alcuni fattori (wifi, open data by default, cloud computing, pratiche di bring on your device, partecipazione dei city users), ma la Pubblica Amministrazione insieme ai principali attori della città devono superare gli ostacoli per lo più culturali affinché l’innovazione tecnologica possa produrre sviluppo sostenibile economico e sociale (principio n. 3: la città intelligente è popolata da persone e imprese intelligenti, ed è amministrata da Governance intellingenti).

L’hardware per una smart city esiste già, quello che manca è il coraggio di sognare.

Ogni qual volta nella società si manifesta una devianza di un certo rilievo, i paladini dello status quo insorgono per denunciare pubblicamente l’immoralità. Liberare gli schiavi fu proclamato immorale. Lo stesso avvenne per il voto alle donne, per non parlare del movimento per il lavoro femminile. Qualche generazione dopo, la maggiora parte di noi è giunta alla conclusione che a essere immorale era lo status quo – perlomeno riguardo a tali questioni – e che la nuova normalità (quella ai tempi bollata come devianza) configura anche la nuova etica. No, essere strambi non significa essere immorali.

Questa la citazione di Seth Godin (“Siamo tutti strambi. La nuova era del marketing su misura”, Sperkling&Kupfer, 2011) con cui si conclude il libro invitando a riflettere sulla visione al futuro che le sue pagine contribuiscono a darci.




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martedì 9 luglio 2013

Dal Grande Orecchio al Grande Occhio: il nuovo Google maps.

A febbraio dell’anno scorso (La Grande G o il Grande Orecchio) riflettevamo sulla capacità di Google di acquisire informazioni degli utenti grazie agli strumenti gratuiti che mette a disposizione di tutti e il cui uso permette di profilarci. Il nuovo Google Maps (ancora in versione Beta, ma si può chiedere l’invito ad usarla) si adatta proprio in questo senso. Nella presentazione si dice infatti che si tratta di “una mappa che migliora con l’uso”, e in effetti utilizza le informazioni che ha sull’utente per dare i più suggerimenti più adatti. Un miglioramento questo di cui non si potrà non tener conto da parte delle aziende, turistiche in particolare.
L'Argentario in prospettiva

Anche, e soprattutto, per le recensioni che gli utenti possono lasciare sulle singole attività e che a loro volta “taggano” l’attività stessa: si nota che le parole chiave che sulla scheda dell’attività quando si clicca su di essa nella mappa, traggono origine dalle recensioni più che dalla descrizione del proprietario.

L’integrazione con Google Earth, il carousel (una striscia di immagini, video e street view relative alla mappa selezionata), la possibilità di esplorare in prospettiva e la ricerca facilitata degli itinerari arricchiscono e semplificano l’uso della mappa.


Se tre sono le cose importanti per un’attività turistico ricettiva - location, location, location! -, il mondo di Big G prenderà un posto sempre più rilevante nella gestione della comunicazione, dalle grandi alle (soprattutto) piccole realtà.


Quale sarà il prossimo passo? In diretta satellitare?





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giovedì 31 gennaio 2013

La camera d'albergo del futuro


Prendi un po’ di innovazione tecnologica, la metti nel pentolone dell’esperienza turistica con una visione al futuro di design, ne permetti la personalizzazione e l’arricchisci con un po’ di gadget semplici da usare ed ecco il risultato:


Forse ne è venuta fuori una camera d’albergo un po’ fredda, ma sicuramente la ITH Room Experience presentata alla FiturTech 2013 (mostra dell’innovazione e tecnologia turistica spagnola) è qualcosa di unico, da effetto WOW. 
(da Tnooz)


mercoledì 9 gennaio 2013

Dalla Maremma Green al Maremma Grid


In questo titolo (rubato ad un amico in una conversazione attovagliata) sta tutto il futuro della Maremma, e comunque le opportunità da cogliere affinché la luce in fondo al tunnel sia davvero la via d’uscita dalla crisi…e non il treno che ci sta per travolgere definitivamente.

Anche se il web e twitter ci insegnano ad essere sintetici, non basta certo un titolo a mo’ di slogan per rendere l’idea e soprattutto il significato di due settori che trovano nelle risorse ambientali il proprio “capitale”: la Green Economy e il turismo.
E di entrambi i temi, proiettati al futuro, se ne parla nel blog Web Innovation Maremma, “una piazza virtuale, un luogo per incontrarsi, entrare in relazione, discutere, condividere e proporre . Il luogo adeguato per crescere partecipando attivamente.”, del più ampio progetto Necstour della Provincia di Grosseto.

Della Green Economy ho trattato personalmente, quasi per caso, in un post dove ho cercato di riprendere l’esempio del modello di sviluppo del distretto rurale, per mettere a sistema un regime, appunto, di Green Economy maremmana. Perché se è vero che l’economia della nostra provincia ha tanti esempi di azioni (pubbliche e private) eco-sostenibili, allora si potrebbe attuare un modello di governance comune in tutto il territorio secondo principi di sostenibilità ambientale.

“La Maremma per le caratteristiche ambientali e paesaggistiche che possiede già di base può potenzialmente diventare un laboratorio/esempio dove la Green Economy diventi il nuovo approccio di sviluppo. Un’area da prendere a modello dove lo sviluppo e la tutela delle risorse ambientali vanno a braccetto, ma anche come possibile banco di prova per iniziative di innovazione in questo campo e come incubatore di start-up nella Green Economy.”


E poi c’è la Grid Economy, un termine che non credo esista da nessuna parte(1), ma che ci è utile per coniare lo slogan. Grid significa rete e in questo senso vogliamo considerare un’economia che si basa sulla rete sociale dei rapporti umani, e quindi il turismo per quello che ci riguarda, che mai come nell’era del web 2.0 trova nei social network la sua linfa vitale. Su quest’ultima considerazione e sulla necessità continua di aggiornamento professionale degli operatori che nasce il Progetto SocialFront Office Maremma, “un percorso formativo che si articola su lezioni che vanno dall'utilizzo dei social network più conosciuti come Facebook e Twitter, all'importanza delle immagini on line con Pinterest, Flickr e Youtube e alla geo-localizzazione con Foursquare”.
Un progetto dell’amministrazione provinciale di Grosseto che “ha destinato 100mila euro del Fondo Sociale Europeo per offrire gratuitamente un corso di formazione  a 350  imprenditori e operatori turistici della Maremma per imparare ad utilizzare gli "strumenti" del Web, necessari  per affrontare le sfide del nuovo millennio.”


Partirà a febbraio prossimo e ulteriori info per iscriversi possono trovarsi qui.

Green e Grid, come due processi intrecciati, che delineano il percorso dello sviluppo socio-economico del nostro territorio. Ma...ambiente, sostenibilità, social network, rete, turismo: possono bastare questi gli ingredienti da mettere nel pentolone dell’innovazione per trovare la ricetta anti-crisi?



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 nota (1): in realtà il termine Grid Economy è stato già usato a proposito (guarda caso!) di Green Economy e terza rivoluzione industriale in un articolo di Ambient&ambienti, di cui segnalo la lettura.

martedì 20 novembre 2012

E’ arrivata l’ora di #BTO2012


Così come l’anno passato di questi tempi, arriva il momento di programmarsi i due giorni al Buy Tourism Online di Firenze, 29 e 30 novembre prossimi in Fortezza da Basso.
Cambia la location e il programma si arricchisce di motivazioni. E speriamo che migliori anche la connessione (del resto, “il calzolaio va con le scarpe rotte”) J.


Di sicuro, le caratteristiche di quest’evento, difficilmente paragonabile ad altri, rimarranno le stesse: la sua unicità, la “propensione” al futuro e, in un certo modo, una certa dose di ottimismo. Non che voglio paragonare gli organizzatori a tanti Tonino Guerra, ma trovo che la BTO, mettendo a fuoco l’evoluzione del web e i conseguenti comportamenti del mercato e dei suoi attori, ne sottolinea le opportunità; e questo può bastare perché si ampli la visione del mondo partendo ognuno dalla propria siepe.

Vedremo poi se quest’attestato preventivo di fiducia sarà confermato, ma la novità della “Cassetta degli Attrezzi” è già una buona premessa: si tratta di un “ciclo di seminari molto operativi, tenuti da veri esperti in materia”. E qualche attrezzo lo mettiamo in borsa.


Evitando di cadere nella spirale della pigrizia “offerta” da Robi Veltroni che ha confezionato tre tour per tre professionisti, mi son personalizzato il percorso della due-giorni affrontando temi di carattere generale e temi più specifici della professione.

Day one

9.30: Main Hall, I Punti: Online, Social Media, Mobile e Apps, Reputation, Social Commerce, Brand-Paese.

10.45: #6 Focus Hall, Viral Management: Anteprima assoluta del primo OST (Online Social Travel). Si accendono i riflettori su Zenvioo.com. (conoscerò Cino Wang Platania?)

12.00: #5 Focus Hall, iper.net: Gli scenari attuali della prenotazione online e gli strumenti per capire il futuro.

14.15: #3 Cassetta degli Attrezzi, Reputation: Seminario molto, molto operativo su come gestire al meglio la propria reputazione online. (con Francesco Tapinassi…e ho detto tutto) 

16.00: #1 Scientific Hall, La crisi non è risOLTA: La crisi economica deve necessariamente portare ad un aumento del mercato delle OLTA? E’ nei periodi difficili che gli operatori turistici vanno in panico favorendo offerte sottocosto?
Roberta Milano, BTO Educational intervista Fabio Maria Lazzerini, Amadeus

17.10: #3 Cassetta degli Attrezzi,  9 gesti per la buona accoglienza, fin dal tuo sito web: Seminario molto, molto operativo su un utilizzo consapevole degli strumenti web e social. Speaker: Miriam Bertoli, consulente, formatrice, divulgatrice, appassionata di marketing e comunicazione con Internet.


Day Two

9.15: #2 Scientific Hall, Spaghetti, Pollo, Insalatina…e una tazzina di caffè: L’enogastronomia, un tema maturo in Italia. Libri, guide e relative classifiche consolidate di ristoranti e vini. Dopo gli alberghi, ora i social network ed i siti di recensioni, TripAdvisor in primis, impattano pesantemente anche la ristorazione. Come sta reagendo il settore? (se non mi sbaglio è la prima volta che l’enogastronomia entra in BTO, a parte i buffet)

10.30: #2 Scientific Hall, E-commerce Consumer Behavior 2012: Dalla collaborazione tra ContactLab e Netcomm, il Consorzio del Commercio Elettronico, nasce l’idea di indagare i comportamenti d’acquisto online degli italiani, coinvolgendo i più importanti merchant del settore di riferimento.

11.40: Main Hall, This land is your land…this land is my land:
Internet ha rivoluzionato il mercato turistico.
E’ cosa nota. Ma in Italia la domanda è molto più avanti dell’offerta. L’Italia è sempre molto richiesta dai portali delle grandi OLTA. La Pubblica Amministrazione, partita con grande ritardo, come sta affrontando questa rivoluzione? Ed in particolare: come si rapporta con lo sviluppo esponenziale sui Social Media? Quali scelte sul tema della promo- commercializzazione? Quali le strategie per il futuro verso nuovi mercati e nuovi turismi?

14.15: #2 Scientific Hall, Content Strategy Emotiva.
Come si racconta un territorio, parlando d’altro? Il racconto dei luoghi con la narrativa, la musica, i ricordi e le esperienze di chi ci vive e di chi c’è stato. Facilitatore tra gli speakers e il pubblico: Robert Piattelli, BTO Educational
Presentazioni e nella discussione: Mafe de Baggis, Filippo Pretolani aka Gallizio

15.45: #3 Cassetta degli Attrezzi, La cura della reputation mentre il cliente è in casa
Gestione NON CONVENZIONALE della reputazione: non è sufficiente rispondere in modo persuasivo alle recensioni.Social media e gestione del “mentre”. La community a supporto della reputazione. Photo Review e Video Review. Speaker: Nicola Zoppi, Mind Lab Hotel



Magari poi, strada facendo cambio il percorso, ma cercheremo comunque di portare a casa qualche idea in più.


Commentate pure, meglio però se non siete d’accordo

P.S.: e non perdetevi il cortometraggio!